Ratifica ed esecuzione dell'Accordo interno tra i rappresentanti dei Governi degli Stati membri dell'Unione europea

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Ratifica ed esecuzione dell'Accordo interno tra i rappresentanti dei Governi degli Stati membri dell'Unione europea

Ratifica ed esecuzione dell’Accordo interno tra i rappresentanti dei Governi degli Stati membri dell’Unione europea, riuniti in sede di Consiglio, relativo al finanziamento degli aiuti dell’Unione europea forniti nell’ambito del quadro finanziario pluriennale per il periodo 2014-2020 in applicazione dell’Accordo di partenariato ACP-UE e all’assegnazione di assistenza finanziaria ai Paesi e territori d’oltremare cui si applicano le disposizioni della parte quarta del trattato sul funzionamento dell’UE, fatto a Lussemburgo il 24 giugno 2013.

Signor Presidente, Onorevoli Colleghi,

il disegno di legge al nostro esame, recante Ratifica ed esecuzione dell’Accordo interno tra i rappresentanti dei Governi degli Stati membri dell’Unione europea, in applicazione dell’Accordo di partenariato ACP-UE e all’assegnazione di assistenza finanziaria ai Paesi e territori d’oltremare fatto a Lussemburgo il 24 giugno 2013, è teso a dare continuità agli interventi di partenariato dell’Unione europea con i Paesi dell’Africa, dei Caraibi e del Pacifico, i cosiddetti ACP.

Ci troviamo di fronte ad uno strumento di cooperazione importante per quanto riguarda soprattutto i nostri rapporti con l’Africa, dove l’Eu continua ad essere il maggiore attore economico e politico in Africa sub-sahariana. E nonostante la crescente penetrazione cinese e la presenza degli USA si registra ancora un dato preminente a favore dell’Europa per quanto concerne gli investimenti ed il commercio anche grazie a legami storici ancora vitali anche se trasformati nel tempo.

Si tratta di un provvedimento necessario, quello al nostro esame, se vogliamo essere a pieno titolo parte di un progetto europeo di attenzione alla realtà internazionale che ci interessa per le possibili ricadute nella vita economica e politica del nostro Paese e per i valori che vengono messi in gioco.

Infatti, promuovendo lo sviluppo economico, culturale e sociale nei Paesi ACP si promuove anche la pace e la stabilità con conseguenze anche negli sviluppi dei commerci internazionali.

Nell’Accordo, in cui si prevede un trattamento specifico per i Paesi meno avanzati, vi sono misure tese a rafforzare l’efficienza e l’efficacia nell’uso delle risorse assegnate tramite il Fondo Europeo di Sviluppo (FES) di cui l’Italia è il quarto contribuente, con un contributo obbligatorio nazionale di 3.822.429.255 (3 miliardi e 822 milioni di euro circa) euro su sette anni, con una media annua variabile di circa 425 milioni di euro, secondo le stime che verranno effettuate dalla Commissione e da assegnare in sede di bilancio.

Il nostro Gruppo convinto dell’importanza della cooperazione europea allo sviluppo e del ruolo che l’Italia può giocare con la cooperazione delegata, vista la nostra consolidata esperienza anche sul campo, vota a favore del provvedimento.

La cooperazione è strumento di pace e ne abbiamo sempre più bisogno di fronte al riaccendersi dei focolai di guerra in varie parti del mondo.

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