Nissoli (PI): Celebrare la Festa della Liberazione significa coltivare le radici della nostra democrazia

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Nissoli (PI): Celebrare la Festa della Liberazione significa coltivare le radici della nostra democrazia

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(Roma, 16 aprile 2015) – Oggi, Deputati e Senatori, assieme ai reduci della Lotta al Nazifascismo, si sono ritrovati nell’Aula di Montecitorio per celebrare il 70esimo anniversario della Liberazione. Alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sono intervenuti i Presidenti Laura Boldrini e Pietro Grasso. Inoltre, hanno svolto una relazione Michela Ponzani, storica; Carlo Smuraglia, Presidente dell’Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia); Marisa Cinciari Rodano, impegnata nella Resistenza romana e prima donna eletta Vicepresidente della Camera; Michele Montàgano, Presidente vicario dell’Associazione Reduci dalla prigionia, dall’internamento e dalla guerra di liberazione.
“Un momento di commozione e di alto senso della Patria – ha affermato l’on. FitzGerald Nissoli che era presente alla Cerimonia – che ci ha uniti a coloro che hanno lottato per la nostra libertà, per consegnarci un’Italia libera e democratica”.
“Il 25 aprile – ha dichiarato l’on. Nissoli – ha segnato il riscatto morale ed il risveglio della coscienza civile e nazionale del nostro popolo per approdare, dalla tragedia della guerra, alla bella costituzione italiana dove si manifesta lo spirito di collaborazione reciproca ed il profondo senso dello Stato gettando le basi della nostra democrazia ed individuando i valori fondamentali che avrebbero ispirato la costruzione del nostro ordinamento” .
“Oggi – ha continuato la Deputata eletta all’estero – pensando ai valori e ai diritti di cui possiamo godere grazie al sacrificio di tanti non possiamo non ricordare la sofferenza di quei popoli che vivono l’esperienza della persecuzione e della sopraffazione, come non possiamo dimenticare la tragedia che un secolo fa si abbattuta sul popolo armeno”.
“Abbiamo ascoltato dalle parole di Michele Montagano il contributo degli ex internati per riaffermare i valori che ci caratterizzano, molti di loro hanno figli e nipoti anche all’estero e devono essere fieri dell’azione e della testimonianza dei loro avi, devono sapere che la Repubblica italiana conferisce loro una onorificenza (http://www.governo.it/Presidenza/DICA/2_CONCERTAZIONE_AMMINISTRATIVA_MONITORAGGIO/comitato_imi.html) che può essere richiesta anche dai congiunti diretti dell’internato fino ai nipoti, un debito di gratitudine che tutti noi dobbiamo loro” ha concluso l’on. Nissoli.

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