Mater Matuta, il convegno internazionale per sensibilizzare l'opinione pubblica su un fenomeno allarmante.

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Mater Matuta, il convegno internazionale per sensibilizzare l'opinione pubblica su un fenomeno allarmante.

Mater Matuta, il convegno internazionale

Dibattito alla Camera dei Deputati, promosso da Honouring the women Onlus per richiamare l’attenzione sulle politiche di intervento e prevenzione contro il femminicidio e lo stalking, dopo la ratifica della Convenzione di Istanbul

“Prevenzione e lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica”: attorno a questo tema hanno ruotato i relatori di “Mater Matuta”, Convegno internazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno che e diventato una vera emergenza. Il dibattito c’è stato alla Camera dei Deputati, promosso da Honouring the women Onlus appunto per richiamare l’attenzione sulle politiche di intervento e prevenzione contro il femminicidio, lo stalking e la violenza di genere, dopo la recente ratifica alla Camera della Convenzione del Consiglio d’Europa , meglio nota come Convenzione di Istanbul.

Il primo strumento vincolante. “Alla fine del maggio scorso – ha ricordato la vicepresidente della Camera, Marina Sereni – abbiamo approvato all’unanimità la ratifica della Convenzione di Instanbul, siglata dai paesi aderenti al Consiglio d’Europa. Si tratta del primo strumento internazionale giuridicamente vincolante che crea un quadro legislativo completo per proteggere le donne contro qualsiasi forma di abuso. La violenza sulle donne viene considerata finalmente come una violazione dei diritti umani e una forma di discriminazione. Ora si delinea la necessità di azioni coordinate, sia a livello nazionale che internazionale, tra tutti gli attori a vario titolo coinvolti nella presa in carico delle vittime e la necessità di finanziare adeguatamente gli interventi di prevenzione ed il contrasto del fenomeno”.

Qualche dato. Suscita indignazione l’aumento delle donne uccise nel nostro Paese: basti pensare che solo in Italia, nei primi mesi del 2013 sono state assassinate 81 donne, di cui il 75% nel contesto familiare. Ogni giorno, ogni 12 secondi un donna viene colpita da atti di violenza di genere (fisica, vebale e psicologica) e sono 95 le donne denunciano di aver subito minacce e 87 di aver subito ingiurie; sono 64 le donne che quotidianamente sono vittime di lesioni dolose, 19 di percosse, 14 di stalking, 10 di violenze sessuali. I dati emergono dal rapporto Eures-Ansa sull’omicidio volontario in Italia. Tra il 2000 ed il 2012 si contano complessivamente 2.200 vittime di omicidio, pari ad una media di 171 all’anno, una ogni due giorni. L’Organizzazione Mondiale della Sanità identifica la violenza come principale causa di decessi o invalidità del genere femminile compreso tra i 16 e i 44 anni. Il fenomeno sta diventando ormai un’emergenza sociale da monitorare e risolvere, possibilmente tramite politiche sociali e tutele normativo-istituzionali adeguate.

Le responsabilità del sistema mediatico. La vicepresidente di Honouring the women Fucsia Nissoli, ha sottolineato “l’enorme responsabilità dei media nel divulgare un’immagine femminile stereotipata, una donna oggetto, bella, spogliata, passiva e spesso muta, un modello da combattere”, anche sulla cartellonistica, e in tutti i canali di comunicazione a cominciare dalla TV. “Il convegno – ha spiegato la deputata di Scelta civica – prende il titolo “Mater Matuta”, perché nella mitologia romana era la dea del Mattino o dell’Aurora e quindi protettrice della nascita degli uomini e delle cose. E’ proprio da una idea di rinascita della figura femminile che vogliamo partire qui ed oggi con questo I° convegno internazionale”.

La testimonianza. Particolarmente toccante la testimonianza resa agli ospiti del convegno da Filomena di Gennaro, da sette anni senza l’uso delle gambe per una pallottola sparatale dall’ex fidanzato, che le ha lesionato il midollo. Ha chiuso l’intensa giornata di dibattito e testimonianze l’attrice Caterina Sylos Labini con la lettura di un brano dal libro “Rivoglio la mia vita”, dell’autrice di best seller Veronica De Laurentiis (figlia di Silvana Mangano e di Dino De Laurentiis) che, attraverso un videomessaggio, ha semplicemente ricordato ai presenti come “l’unico strumento per lottare contro la violenza è parlarne“.

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