L’ITALIA DIGITALE E GLI ITALIANI ALL’ESTERO: NISSOLI (FI) INTERROGA IL GOVERNO

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L’ITALIA DIGITALE E GLI ITALIANI ALL’ESTERO: NISSOLI (FI) INTERROGA IL GOVERNO

L’ITALIA DIGITALE E GLI ITALIANI ALL’ESTERO: NISSOLI (FI) INTERROGA IL GOVERNO

 

ROMA\ aise\ – Dalla carta di identità elettronica alla digitalizzazione dei servizi consolari, al rilascio del codice fiscale agli iscritti Aire. La “svolta digitale” dell’amministrazione italiana dovrebbe estendersi anche agli italiani all’estero. Ne è convinta Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, che ha presentato in merito una interrogazione ai Ministri per la pubblica amministrazione e degli affari esteri, Giulia Bongiorno e Enzo Moavero Milanesi.
“Il piano di crescita digitale 2014-2020, rilasciato dall’Agenzia per l’Italia Digitale (Agid) in attuazione degli obiettivi dell’Agenda digitale europea, – ricorda Nissoli nella premessa – prevede un investimento di risorse, nel periodo di riferimento, pari a circa 4,5 miliardi di euro reperiti da fondi nazionali, Fesr OT2, Feasr, Pon Metro, Pon Governance e Fsc; la dimensione dell’impatto che il piano avrà sull’intero sistema Paese è importante, considerando che tra gli obiettivi è prevista anche la realizzazione di Italia Login, dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente e del sistema pubblico di identità digitale, infrastrutture che mirano alla tanto auspicata svolta verso il digitale del rapporto tra il cittadino e la pubblica amministrazione, finalizzata a garantire l’erogazione sicura di servizi e prestazioni secondo modalità snelle, veloci ed efficienti”.
“Il piano di crescita predisposto dall’Agid – annota la parlamentare – si incentra su alcuni settori verticali quali, ad esempio, sanità, scuola e giustizia digitali. Tra gli stakeholder del piano, oltre alle amministrazioni centrali dello Stato, si individuano solo quelle locali: non si registra alcuna attività, supporto, evoluzione e sviluppo di sistemi digitali destinati all’erogazione dei servizi destinati anche ai connazionali residenti all’estero, né nella piattaforma Italia Login è previsto alcun riferimento all’evoluzione dei servizi consolari”.
“I connazionali residenti all’estero, iscritti nell’apposito registro dell’Aire, – ricorda ancora Nissoli – hanno oramai raggiunto la soglia dei 5 milioni di persone, per i quali, peraltro, la rete consolare rappresenta l’unico vero punto di contatto con l’Italia, mancando ogni altro punto di contatto, anche digitale”. Per la deputata, quindi, “è quanto mai fondamentale evitare che l’opportunità di una svolta digitale si trasformi nell’ennesima occasione per confermare l’oramai cronicizzata disparità di trattamento tra connazionali residenti all’estero e quelli residenti in Italia, a danno dei primi.
Ribadito che “i connazionali che vivono e lavorano all’estero rappresentano una risorsa culturale ed economica, anche in termini di prodotto interno lordo generato, che è a tutti gli effetti parte determinante del “sistema Italia” e a cui deve essere riconosciuta pari dignità e parità di accesso alle opportunità che il Paese offre e non più solo una gestione esercitata con risorse residuali”, Nissoli chiede ai Ministri “quante delle risorse del piano summenzionato, e a partire da quale data, siano destinate al rafforzamento digitale della rete consolare; se e quando verranno completamente digitalizzati tutti i servizi gestiti dalla rete consolare, anche per conto di altre amministrazioni”.
E ancora “se e quando verrà assicurata la possibilità ai connazionali residenti all’estero di poter richiedere l’identità digitale-Spid; se e quando verrà finalmente ristrutturata l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero con l’inclusione dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente; se e quando verrà assicurata la possibilità ai connazionali iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero di richiedere la carta di identità elettronica” e, infine, “se e quando la rete consolare sarà abilitata a rilasciare il codice fiscale ai connazionali iscritti all’Anagrafe degli italiani residenti all’estero con modalità effettivamente digitali e contestualmente alla richiesta, evitando le inutili lungaggini della procedura attualmente in uso e ancora non completamente digitalizzata”. (aise) 

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