DL IRPEF, Nissoli (PI): No aumento costo diritti consolari a 300 euro

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DL IRPEF, Nissoli (PI): No aumento costo diritti consolari a 300 euro

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(9Colonne) Roma, 13 giu – “Il gruppo Per l’Italia sosterrà il decreto Irpef. Seppur incompleto, parziale e con alcune criticità, il provvedimento può rappresentare un’opportunità per far ripartire il Paese, soprattutto attraverso lo spostamento del carico fiscale dal lavoro e dall’impresa alla rendita e alla riduzione della spesa pubblica. Restano due interrogativi: il primo è sulla platea dei beneficiari, visto che il dl ha escluso alcune categorie  ugualmente meritorie come i pensionati, una parte del lavoro autonomo, gli incapienti e quella fascia di famiglie con figli ripescata in extremis e rinviata alle determinazioni della legge di Stabilità; il secondo, più preoccupante, riguarda il fatto che ad oggi non sappiamo se considerare questa misura una tantum o l’avvio di una modifica strutturale della tassazione delle buste paga dei lavoratori italiani.

Cogliamo con favore il taglio dell’Irap, ma attendiamo interventi ancor più incisivi per rilanciare le nostre attività produttive.

Su questi punti saremo attenti e scrupolosi nell’esaminare l’azione del governo”.

Lo ha detto nell’Aula della Camera la deputata del gruppo Per l’Italia Fucsia FitzGerald Nissoli durante la discussione generale del decreto Irpef. “Restiamo inoltre perplessi – ha sottolineato Nissoli – dalla decisione di aumentare il costo dei diritti consolari a 300 euro per l’acquisto della cittadinanza. Il nostro auspicio è che gli introiti derivati da questo nuovo tariffario servano a promuovere l’immagine e la cultura del nostro Paese all’estero e a sostenere le nostre comunità all’estero”. (PO / SEGUE)

La deputata nel suo intervento in Aula ha precisato che “in un momento in cui la crisi è stata globale e ha colpito sia la famiglie di Roma che quelle di Buenos Aires, piuttosto che di Caracas o di New York, non ci convince la decisione di aumentare la tariffa consolare per il riconoscimento della cittadinanza italiana a 300 euro e per il rilascio del passaporto a 73,5 euro oltre al costo del libretto, sia perché potrebbero essere mal percepiti dai nostri concittadini sia perché sappiamo che tali incassi non ritornano nelle casse consolari portando ad un effettivo miglioramento dei servizi offerti. Effettivamente, se andiamo a vedere gli introiti derivanti dal rilascio di visti consolari, troviamo che dei 94milioni di euro incassati”, secondo i dati riferiti dalla Farnesina, “neanche un euro è rimasto nelle casse del Mae, per il miglioramento della rete consolare, ma sono andati a finire tutti nel calderone del Mef”. “Semmai – ha incalzato la deputata – potremmo valutare l’opportunità di prevedere, al pari di quanto avviene per esempio per il visto turistico di entrata (14 dollari) o per quello di studio (120-200 dollari) negli Usa, l’esazione di un diritto di entrata per i cittadini provenienti da paesi extra-Ue da destinare al funzionamento della nostra rete consolare”.

Tuttavia Nissoli, concludendo, ha affermato che il suo “gruppo sosterrà questo decreto-legge, che seppur incompleto e parziale e con le criticità su esposte, ci auguriamo possa rappresentare, soprattutto attraverso lo  spostamento del carico fiscale dal lavoro e dall’impresa alla rendita e alla riduzione della spesa pubblica, una opportunità per far ripartire il Paese bloccato e stremato dalla crisi. Anche se ancora una volta il governo ha trascurato la grande opportunità della rete degli italiani all’estero per aiutare la ripresa e non è certo chiedendo i 300 euro agli italiani che hanno perso la cittadinanza per riacquistarla che si risolvono i problemi della crescita. Tuttavia sono fiduciosa che i cittadini italiani all’estero avranno il giusto ruolo, anche in termini di rete, nei prossimi provvedimenti”. (PO / red)

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