Dichiarazioni di voto dell'on. Nissoli sulla Delega per la riforma del Codice della strada‏

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Dichiarazioni di voto dell'on. Nissoli sulla Delega per la riforma del Codice della strada‏

“Signor Presidente, Onorevoli Colleghi,

il Disegno di legge al nostro esame, che racchiude sia una proposta di legge di iniziativa parlamentare che di iniziativa governativa, rappresenta uno strumento importante di adeguamento delle norme alle necessità che si sono venute a creare con i cambiamenti in corso nella nostra società.

Infatti, ci troviamo a dare il nostro consenso, ed annuncio sin d’ora il voto favorevole del nostro Gruppo, ad un testo che si propone di aggiornare il codice della strada del 1992, sono passati 22 anni, ed è chiaro ed evidente l’esigenza di una riforma armonica ed incisiva che sappia muoversi su tre linee direttrici: la sicurezza stradale, la sostenibilità ambientale e sociale e la semplificazione cui è sottesa la necessità dell’armonizzazione europea delle norme.

Dal 1992, il Codice non ha avuto sostanziali modificazioni, se non l’aggiunta di piccoli rattoppi o discutibili provvedimenti legislativi, i quali hanno tappato o colmato i vuoti che, nel frattempo, si erano formati nel vecchio testo, a causa delle mutate condizioni ambientali e tecnologiche o di circolazione stradale.

Nel 2007, durante il Governo Prodi, il Ministro dei Trasporti Bianchi avvertì il bisogno di porre mano ad una riforma integrale del Codice, divenuto ormai non idoneo alle esigenze del tempo.

Il 29 marzo 2007 la Camera votò l’AC 2480, che al Senato divenne AS 1677, 3 luglio 2007.

Sembrava che tutto dovesse procedere nel miglior dei modi, quando improvvisa giunse la catastrofe politica, che determinò la sfiducia al Governo Prodi e la successiva caduta dell’Esecutivo di Centro Sinistra. Era il 24 gennaio 2008. Tre anni dopo, il Governo Berlusconi con il Ministro dei Trasporti Altiero Matteoli riprese lo stesso articolato del Codice della Strada del Ministro Bianchi e lo riportò nell’agenda parlamentare, ddl n° 1720, in un quadro complessivo mutato, anzi peggiorato.

Questa riforma è qualcosa che tutti i cittadini attendono, nella convinzione di migliorare il corpus normativo facendo sì che il Codice della Strada abbia un profilo più semplice, più chiaro, e con un testo di facile consultazione.

Abbiamo bisogno di norme chiare ed utili a salvare la vita e la salute dei cittadini sulla strada e a rendere il traffico e la circolazione più fluidi e più sicuri, nel rispetto della sostenibilità e dei bisogni dei cittadini, dei turisti e degli immigrati e soprattutto dello sviluppo economico del Paese.

Il testo che stiamo per approvare affronta in maniera chiara il tema della sicurezza rafforzandone il concetto per includervi la tutela dei più deboli. Infatti, ci sono ancora troppi morti per le strade e se anche dobbiamo tendere alla mortalità zero, dobbiamo riscontrare che stiamo ancora troppo indietro rispetto agli altri ed ancora lontani dall’obiettivo europeo di dimezzare i morti da incidente stradale nel decennio 2011-2020.

Sulla mobilità quotidiana sappiamo tutti che i nostri punti deboli sono la viabilità urbana, con il suo congestionamento, che ha anche un costo finanziario oltre che psichico notevole, ed il rispetto delle regole. Per quanto riguarda il primo aspetto cui facevo riferimento il provvedimento al nostro esame prevede azioni tese a garantire la sostenibilità e ridurre l’inquinamento incrementando l’efficienza dei sistemi di trasporto nell’ottica del miglioramento della qualità della vita.

Questo significa anche favorire il trasporto pubblico e la mobilità dei pedoni e dei ciclisti. Quindi una città in movimento dove le particelle browniane della mobilità quotidiana tracciano la traiettoria di movimenti armonici in grado di servire una città sostenibile e vivibile, dove per vivibilità potremmo immaginare quel sistema urbano che è in grado di accogliere la vita dei più indifesi e cioè dei bambini e dei disabili.

Per quanto concerne invece il rispetto delle regole voglio segnalare l’importanza della revisione dell’apparato sanzionatorio contenuto nel provvedimento in questione secondo criteri di ragionevolezza e proporzionalità e l’indicazione, nella delega al Governo, dell’introduzione della nuova fattispecie di reato di “omicidio stradale”, una norma tanto attesa anche dall’associazione familiari vittime della strada, oltre che prevedere la revoca perpetua della patente e l’inibizione perpetua alla guida sul territorio nazionale in seguito ad alcune gravi violazioni.

Tuttavia, senza una adeguata azione formativa a poco può servire la repressione se non a rimpinguare le casse dei Comuni e dello Stato. Pertanto riteniamo che in merito alla circolazione stradale si debba porre in essere un progetto educativo serio, condiviso, organico, rinnovato ed aggiornato nel tempo, a partire dalla scuola e coinvolgendo le famiglie affinché possa essere utile a ogni cittadino e a tutta la società.

E’ necessaria una azione educativa che parta da chi ancora non guida e che ponga al centro il rispetto dei beni comuni e del pubblico decoro, quindi anche della cura dei luoghi di passaggio, per esempio evitando di buttare cartacce e rifiuti. Serve il coraggio di cambiare “ab imis”, ripartiamo da questo provvedimento per contribuire a costruire un sistema di mobilità efficiente e sostenibile in un Paese e centri urbani che pongono al centro la persona. Con questa prospettiva annuncio il voto favorevole del Gruppo per l’Italia”.

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