Bilancio: La Camera taglia spese per 50 milioni di euro

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Bilancio: La Camera taglia spese per 50 milioni di euro

Anche la Camera dei Deputati attua la spending review, infatti, il 24 luglio scorso, l’Aula di Montecitorio ha approvato il progetto di bilancio della Camera per il 2014 e il consuntivo 2013 che permetterà di risparmiare 138 milioni di euro in tre anni.

I voti favorevoli sul bilancio sono stati 286, i contrari sei, sette gli astenuti; sul consuntivo si sono registrati 289 si’, 11 no e un astenuto.

A votare a favore insieme ai partiti di maggioranza – tra gli altri – sono stati anche Sel, Led e Forza Italia. Contrari i deputati del Movimento 5 stelle.

La dotazione della Camera si ridurrà di 50 milioni rispetto al 2012 e nel 2014 Montecitorio restituirà al bilancio dello Stato 28,3 milioni. Quest’anno le spese di funzionamento si riducono di 17,7 milioni rispetto al 2013, dopo i 32,7 milioni dell’anno scorso, per una riduzione totale del 2014 rispetto al 2012 di 50,4 milioni.

Risparmi anche per gli stipendi dei dipendenti di Camera e Senato. Infatti è stato fissato il tetto di 240mila euro previsto dal dl Irpef per la Pubblica amministrazione, e si annuncia un taglio proporzionale anche per le retribuzioni di commessi, segretari e documentaristi.

Di seguito un estratto delle dichiarazioni di voto dell’On. Adornato (Gruppo Per l’Italia)

  “Presidente, (…) . Mi limiterò a due flash. Il primo: 138 milioni in due anni. Io credo che qualsiasi istituzione come la nostra oggi, invece di dar luogo al dibattito cui abbiamo assistito, avrebbe detto «bene, bravi», ringraziato la Presidente Boldrini, i Questori e l’Ufficio di Presidenza, perché è un risultato straordinario in un periodo difficile per il Paese. Noi diamo un esempio.
Sono 138 milioni di euro in due anni su 930 milioni di dotazione. Credo che questo sia il vero risultato – non so chi diceva che noi non diciamo mai le cose positive che facciamo – questo è un grande atto positivo. Mi dispiace molto – e lo dico con amarezza – che invece sia stato altro il dibattito anche perché temo che il contagio di questo dibattito sui mezzi di comunicazione non favorirà il primo messaggio che bisognava dare e che dovrebbe uscire legittimamente, ma favorirà un altro tipo di messaggio. Il fatto è che – come diceva quel simpatico regista – continuiamo a farci del male, non capendo che 20 anni fa si chiedevano facce nuove, si diceva «vi manderemo tutti a casa», la Lega agitava il cappio: questo Paese ha già vissuto queste scene che il MoVimento 5 stelle ci regala. Ebbene, domandiamoci: è cambiato qualcosa ? È cambiato qualcosa ? Il Paese ha continuato a oscillare tra la palude di un tempo e la grande indignazione: queste fiammate si alzano e non cambia mai niente perché l’unica cosa che cambia è il riformismo.
Perciò, noi appoggiamo lo sforzo di Renzi proprio perché, tra grande indignazione e palude, tra demagogia e conservatorismo, è il riformismo quello che vince”.

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