ACCORDO DI SICUREZZA SOCIALE ITALIA-USA:FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE/ MANLIO DI STEFANO (MAECI) RISPONDE A FUCSIA NISSOLI (FI)

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ACCORDO DI SICUREZZA SOCIALE ITALIA-USA:FINALMENTE QUALCOSA SI MUOVE/ MANLIO DI STEFANO (MAECI) RISPONDE A FUCSIA NISSOLI (FI)

ROMA\ focus\aise \ – Dagli che dagli alla fine qualcosa si è mosso. Le ripetute iniziative della deputata Fucsia Nissoli a favore della revisione dell’accordo di sicurezza sociale Italia-Usahanno portato alla fine ad una risposta del Governo, ancorchè positiva. E’ stato il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano ad annunciare, rispondendo appunto ad un’interrogazione della Nissoli, “la volontà di avviare al più presto il negoziato con gli Stati Uniti d’America” per la revisione.
La battaglia della parlamentare italiana eletta in Nord America era iniziata nella scorsa legislatura, per la precisione il 16 marzo del 2015, quando l’on. Nissoli ottenne l’approvazione da parte dell’Assemblea di Montecitorio di una mozione, a sua prima firma, sulla previdenza sociale presentata addirittura il 30 aprile del 2014. In essa si chiedeva, tra l’altro, di impegnare il governo ad aggiornare le convenzioni internazionali di sicurezza sociale con i Paesi terzi che risultassero obsolete in seguito ai cambiamenti intercorsi nell’economia e nella società, a garanzia di una più adeguata, efficace ed ampia tutela previdenziale. Tra tra gli accordi bilaterali da aggiornare anche l’accordo bilaterale di sicurezza sociale Italia-Stati Uniti, datato 1973, che presentava alcune carenze normative, peraltro certificate nel convegno che la stessa Nissoli aveva promosso e organizzato a New York, il 30 ottobre 2015, cui aveva preso parte anche dirigenti dell’Inps, di Patronati ed altri esperti nuti dall’Italia.
Mercoledì 11 luglio, dopo oltre tre anni da quella prima iniziativa, alla Camera il Governo ha risposto all’interrogazione di Fucsia Nissoli sulla questione della revisione dell’Accordo di sicurezza sociale Italia-USA. Nell’illustrare l’interrogazione, Nissoli aveva definito la sua interrogazione “uno strumento di stimolo e di cooperazione con la maggioranza, perché in fondo” aveva spiegato “siamo tutti al servizio dei cittadini”, sottolineando ,poi, che si trattava di “un tema molto importante per i nostri connazionali residenti in USA ma anche per quelli che sono rientrati in Italia e cioè i diritti previdenziali e la totalizzazione dei contributi versati tra l’Italia e gli USA”.
Alla richiesta di conoscere lo stato dell’arte circa l’iter della revisione dell’Accordo ha risposto mercoledi scorso il Sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano, confermando “la volontà di avviare al più presto il negoziato con gli Stati Uniti d’America” e precisando, però che “è evidente che non si può definire una tempistica certa per la conclusione del negoziato, trattandosi appunto di attività che, oltre ad essere subordinata al reperimento delle risorse necessarie, coinvolge anche le amministrazioni di un altro Stato”. Come era prevedibile, dopo aver auspicato che le parti si siedano presto ad un tavolo negoziale, Fucsia Nissoli, nella sua replica, ha assicurato che non mancherà di “sollecitare in Governo fino al raggiungimento del risultato”. (focus/aise)

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